Ho dodici anni e ti voglio

6 novembre 2008

Spensierato di Bg

Letizia si è alzata dal divano, uno scatto. Poi gli ha teso la mano e ha sorriso.
Questo è stato il loro primo incontro da adulti.

Solo che Piero lo ricorda a mala pena.

Era una domenica afosa, di un agosto terribilmente lungo e stressante. Il primo senza ferie da anni. Sua moglie Chiara e il piccolo Mattia si godevano l’acqua verdastra della riviera insieme alla suocera. Lui no e stupidamente aveva anche pensato ‘pericolo scampato’. In aprile, quando in azienda gli avevano detto che la fusione richiedeva sforzi, tagli e sacrifici mentre sua moglie pianificava la vacanza al mare, lui, da sotto le coperte, se la rideva pensando che quest’anno non avrebbe visto sua suocera, centodue chili per un metro e cinquanta, in costume. Adesso non sorride più.

Quella domenica era stato invitato a cena dal vecchio amico Sandro. Lui dirige la filiale di Tecnocasa in via Massarenti e le ferie se le prende quando vuole. La sua compagna non è un granché, bassa e raggrinzita, ma sa tutto dei telefilm americani e delle ultime uscite al cinema. E lui adora sia l’uno che l’altro. Letizia non la vedeva quasi mai. Ogni volta che si incontravano lei non c’era. Sta crescendo sai, si giustificava Sandro, e non gli va di farsi vedere con i suoi vecchi. Così gli diceva l’amico e lui scrollava le spalle. Mattia ha quattro anni, e per Piero l’adolescenza era un periodo lontano, avvolto dalla nebbia. Semplicemente non gli andava di preoccuparsi prima del tempo. I figli crescono così in fretta, cantilenano tutti, sempre.

A cena hanno chiacchierato, riso. Piero ha bevuto qualche bicchiere più del solito ma era già l’una di notte e l’aria iniziava finalmente a raffreddarsi.
Quando è sceso, in cerca della macchina parcheggiata lungo la via, lei lo ha rincorso. Hai dimenticato la giacca, gli ha mormorato.
E’ stato in quel momento che le ha visto quella luce negli occhi. Il corpo sottile che sussultava per la corsa attraverso i due piani di scale. La pelle candida scoperta in una generosa scollatura e le gambe lunghe.
Cazzo, ha pensato, ha dodici anni.
Poi le ha sorriso, era un pò brillo eppure sentiva un pericoloso campanello perforargli i timpani.
Cazzo.

Letizia gli ha allungato la giacca e si è trattenuta alcuni secondi di troppo sul suo braccio. Si è inumidita le labbra luccicanti e ha continuata a fissarlo. Seria ma con qualcos’altro tra gli iridi che gli ha procurato un brivido. E un’erezione istantanea.

Ha solo dodici anni, si è ripetuto in macchina. Mentre sbagliava a ingranare la retromarcia, con lei che continuava a guardarlo dal marciapiede e sembrava in posa per lui, le gambe più scoperte di prima.
Quella sera ancora non lo sapeva.
Che nel ventunesimo secolo si può volere qualcuno anche a dodici anni.
E lui sarebbe diventato la preda di Letizia. La sua prima ossessione da adulta. Perché quella domenica di agosto, lei aveva deciso. Le bambine non giocano con gli uomini, lei si. Quindi era un’adulta anche lei, e l’idea le piaceva enormemente.
Quella notte Piero si è buttato sul letto ed è crollato.
Ancora non sapeva che non sarebbe più riuscito a dormire così spensierato.

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