Il giorno che

15 novembre 2008

Il giorno che ho capito, non c’eri.
Ed era normale, giusto così.
Per quelle-robe-lì di sentimenti tu non c’eri mai, ti veniva l’orticaria, la lingua si arrotolava e sudavi.
Io lo sapevo, ormai ti avevo vomitato addosso tutta la mia rabbia ma non era servito, tu non ti scalfivi mai. Eri come il granito. Non ti potevo spostare, non riuscivo a graffiarti.
E c’era un bel sole, caldo, lungo l’autostrada.
Mentre realizzavo.
Dentro le macchine le facce erano annoiate, stanche. Si tornava.
Ma io no, capivo in quel momento che.
Tu, davanti a me, stringevi un altro volante e magari pensavi alla prossima partita in tv.
L’autunno sarebbe arrivato presto.

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