I piedi sulle nuvole e la testa che penzola

19 gennaio 2008

Senti un pò.
Ha esordito così. Senti un po’. Con quel modo vagamente ironico, allegro per facciata che ormai conosce bene. Lui è fatto così, non c’è niente che possa cambiarlo. E trovarselo davanti, seduto storto al solito bar di periferia non le fa un gran bell’effetto, a conti fatti. Lo osserva, nota i toni e i gesti (i soliti) e le sbavature della voce che è sempre stata impastata, modulata come se.
Senti un pò, insomma, ci sei andata a letto?
Poteva dirlo in molti modi. Provocandola con le parole che gli piace tirare fuori quando vuole colpire duro, stupire e lasciare bocche spalancate mentre lui (figurarsi) se la ride di gusto. Poteva. Ma non l’ha fatto.
Quando si tratta di sesso (di uno di loro due) è sempre pudico. Ammalato di bisbigli e sguardi bassi. E’una strana forma di pudore la sua, che si manifesta senza clamori, si limita a mescolarla al resto del discorso e se non sta attenta, lei, non la nota, la differenza con il resto della conversazione. La differenza rispetto a ogni altro argomento che può essere smembrato, spogliato e ci si può anche sputare sopra, se gli pare.
Eccetto quello.
Il sesso tra loro. E Maddalena, finché non è morta (tre anni prima in un banalissimo incidente, in una banalissima notte invernale dopo una pizza durata più del previsto e una giornata troppo lunga sulle spalle).
Maddalena.
Lei sorride ma non gli risponde.
Perché dovrebbe? In fin dei conti non è tenuta a condividere anche quello.
Non adesso che sono rimasti in due e quel sentirsi, attirarsi per poi respingersi, cercarsi e dimenticarsi, quell’alchimia nata quando erano (in tre) si sta trasformando in fretta. Dopo che, dopo (l’incidente, la morte e il silenzio che non si può – non si deve – nominare) dopo, il mondo si è capovolto.

O forse no.

Sono loro che si sono fermati con i piedi sulle nuvole e la testa che penzola a qualche metro da terra.
E adesso che lui la fissa, insiste e finge (di non aver chiesto niente, dell’altro e dell’amore), non smette di cercare la risposta che non arriverà. Adesso.
Vorrebbe dirgli che non le dispiace essere rimasta l’unica donna della loro piccola società segreta dei sentimenti. Ed è crudele, l’ammetterlo, e drammatico. Ma è la verità.
Vorrebbe dirgli che Maddalena le manca (è ancora arrabbiata per come se n’è andata, senza un saluto, un senso, qualcosa da lasciare a chi resta, a chi deve continuare e capire e provare e ricordare e).
Eppure le piacerebbe.
Essere.
Stare.
Con lui.

Il caffè si è freddato.

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Questo flash narrativo è stato pubblicato sul blog ‘Promesse d’autore’ del gruppo Blogosfere nell’ambito della rubrica ‘il racconto del venerdì‘. Ringrazio Camilla Cannarsa.

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