Cosa sono i capricci? Come si manifestano e perchè? Cosa si può fare per prevenirli e risolvere senza drammi?
In questo testo l’autrice, psicologa e giornalista, tenta di fornire spiegazioni pratiche, suggerimenti e tante utili analisi ai problemi quotidiani.
Il concetto di ‘capriccio‘ come manifestazione inspiegabile, inutile e ‘cattiva’ che taluni adulti hanno viene subito demolito. Annientato. I capricci sono tutt’altro, nascondono bisogni difficili da spiegare, desideri, necessità e richieste. Ecco perchè capire e gestire un capriccio diventa necessario all’interno di un percorso educativo coerente, positivo e costruttivo che il genitore dovrebbe avviare insieme al proprio figlio.
Essere genitore non è un mestiere facile, è il più difficile. E talune situazioni possono sembrare inspiegabili agli occhi di un adulto che non ricorda di averle provate o scatenate a sua volta da piccolo. In questo testo ci sono molte spiegazioni, idee, potenziali soluzioni utili per riflettere. Non esistono ricette infallibili o sciroppi miracolosi. Ma attraverso l’analisi del problema, della dinamica famigliare, dei sentimenti di tutti (fondamentale) e delle possibili soluzioni barra reazioni si può avviare un processo educativo amorevole, coerente e fermo. I figli hanno bisogno di amore e regole. E i genitori perfetti e infallibili non esistono. Allora bisogna imparare che ogni giorno è una sfida (in primis con se stessi, i propri modelli educativi, la propria infanzia) e ogni volta bisogna impegnarsi, costruire, tentare di capire (fondamentale). Poi certo, c’è la stanchezza, le preoccupazioni e il bisogno di ritagliarsi tempo per se. Assolutamente.
Ma l’aspetto veramente importante, che aiuta il genitore nel percorso educativo (qualunque esso sia) è la consapevolezza che i bambini ‘assorbono’ tutto e si porteranno dietro per tutta la vita i sentimenti, le reazioni, gli atteggiamenti appresi nei primi anni di vita (è un apprendimento indiretto, copiativo, il più delle volte non consapevole ma radicato nel loro background, nel baglio di esperienze).

‘Le sensazioni sperimentate durante l’infanzia possono essere molto intense e difficili da dimenticare. Se da bambini impariamo a diventare ansiosi oppure ci sentiamo goffi o percepiamo che, per essere amati, dobbiamo cavarcela da soli, continueremo a provare le stesse cose anche da adulti, rischiando di insegnarle ai nostri figli. (pago.45)

E ancora:

‘Fra i 18 mesi e i 3 anni circa […] quello che dite a vostro figlio, ciò che fate o non fate per lui adesso avrà ripercussioni notevoli e durature per:
– la sua personalità;
– la sua capacità di gestire emozioni forti;
– la sua autostima;
– le sue capacità sociali;
– il suo atteggiamento nei confronti dell’autorità;
– la sua indipendenza.’
(pag.74)

Ascoltare, quindi, trasmettere amore, esternare i sentimenti, insegnare le regole e i limiti, accettarne i difetti, fornirgli gli strumenti (per gestire le emozioni, per imparare i comportamenti e le reazioni) e mettersi in discussione.
E’un testo, questo, che consiglio a tutti i neo genitori o comunque a chi si occupa in particolare di bambini piccoli. Si può non essere d’accordo su taluni soluzioni proposte (la stessa autrice comunque precisa che si tratta di suggerimenti nati dalla pratica ma che si adattano solo a talune situazioni, ogni bambino è unico e speciale) ma talune considerazioni possono diventare spunti per discussioni con il patner o altri. E discutere è il primo passo verso la consapevolezza di un ruolo complesso, mutevole, che assorbe tante energie e non si esaurirà mai.

‘ I bambini non fanno mai i capricci’
di Penney Hames
Edizioni Red!
Isbn: 88-7447-522-5
E.10,9