8 agosto 2007

< Sarà perchè piove.
Sarà perchè è agosto e dovevo fare tante cose. Dovevo.
Sarà perchè il tempo si rallenta quando non ne hai bisogno.
Sarà quello che vuoi. Mi manchi. E piantala una buona volta di farti dei film. Mi mancano le chiacchierate. Le nottate a ragionare. A litigare. Ad abbracciarci. Mi manca il tuo appoggio. E la disapprovazione. Come sai individuare tu le cazzate che faccio non ce n’è per nessuno. Lo sai vero? >

Pausa.

< Mi manchi Pat. Mi senti? Mi manchi sul serio. Quand’è che ti deciderai che è qui che devi stare? Non a Milano o Roma. Non da questo o quello. Puoi lavorare anche stando in un paesello sperduto, se lo vuoi. Cazzo hai un computer che ti scalda il caffè fra un pò! >

Pausa.

< Pat? Piantala di fare lo stronzo e torna. Sai dove trovarmi e non fare il timido.
Ti voglio bene.
Anche se sei uno stronzo, si. >

Fruscio. Sorriso.

< Dai la colpa a me. Lo fai sempre, no? Di che sono io che ho bisogno. Che sto a pezzi e roba così.
Ma torna. >

Il suono del registratore che si spegne è metallico. Irreale.
Mani sottili estraggono la piccola cassetta. La infilano dentro una busta bianca preaffrancata.
La stringe. Se la rigira tra le dita.
– Esco un attimo. Vado in posta!

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