Experiment – Epilogo

31 luglio 2007

martedì, 31 luglio 2007,

Experiment – Atto XXXX

Epilogo

Tre anni dopo.

– Senta, gliel’ho già detto. Qui è tutto da rifare. L’impianto elettrico. La pozza biologica. I tubi dell’acqua. Il riscaldamento. Per poterla abitare bisogna rompere muri e pavimenti e mettere tutto a norma.
Suda. E lo osserva sconfortato.
– Per non parlare delle muffe al piano terra. E il giardino, da smantellare e sistemare.
L’interlocutore annuisce dall’altra parte della stanza mentre osserva il paesaggio dalla finestra rotta. D’improvviso si sposta per entrare nel bagno adiacente. Lo accoglie un enorme specchio crepato e annerito.
– Senta…
Il tempo si ferma.
Le parole restano fuori, si bloccano all’altezza della porta sgangherata. Storta.
Le immagini gli arrivano davanti agli occhi. Pochi secondi ognuna. Forti. Vivide. Prepotenti.

Un uomo con una canottiera unta. Smanioso. Eccitato. Che tiene fermo un bambino. Gli puntella la testa contro le mattonelle luride, la fronte aderisce al pavimento, e gli strappa i pantaloni della tuta scoprendo un sedere piccolo e pallido.

Lo stesso uomo che ringhia davanti allo specchio. Ci sbatte la testa contro e lo fa crepare. Poi urla ‘Giorgio’, il ruggito di un leone affamato e esce dal bagno con i pugni pronti. Aculei callosi e allenati.

Il viso timido si chiude dentro il bagno. Respira affannosamente. Sono passati alcuni anni, è già un adolescente. Nasconde degli attrezzi sotto un mobile curvo. Una chiave inglese e un martello enorme. Li incastra per bene continuando a respirare come se fosse asmatico. Quando si rialza lo specchio mostra due occhi calmi. Assetati. Maledetti.

– Senta…
Esce dal bagno ingoiando la saliva accumulata. Durante le visioni impreviste.
– La prendo. Prepari gli incartamenti e mi avvisi quando posso venire per le firme.
L’agente immobiliare rimane a bocca aperta per alcuni secondi. Stordito. La testa che gira da sola. Quando si riprende balbetta qualcosa ma si ritrova solo nella stanza e si affretta a scendere. Lo trova nel cortile. Che passeggia tranquillo.
– Guardi, sarò onesto con lei. Questa casa non è per niente consigliabile. Se non mi avesse chiesto espressamente di visitarla neanche gliel’avrei proposta.
– Ne sono sicuro. Possiamo andare adesso, ho visto abbastanza.
– Posso chiederle perchè la vuole comprare? Proprio questa? Con tutto il trambusto che c’è stato…
Sorride, l’interlocutore, alzando il viso al cielo per lasciarsi baciare dal sole autunnale.
– Perchè gli esperimenti vanno portati a termine.
E si incammina verso l’Audi. L’agente corruga la fronte.
Si concentra.
Prova il collegamento.
Niente da fare.
Non ha capito. A parte che ha appena venduto la casa maledetta. Riflettendoci meglio, perchè crucciarsi? Venduta vuol dire fuori dai piedi. Soldoni fumanti, anche se pochi, e tanti saluti a tutti. Poi forse una provvigione extra.
Sorride a sua volta, cos’altro può fare? Gli unici esperimenti di cui ha sentito parlare sono quelli degli scienziati sulle cavie, in quei laboratori asettici dove tutto è bianco e sterile. Rabbrividisce.
Si avvia verso la macchina, adesso respira con più calma. Si è appena aggiudicato l’unica trattativa che nessuno si aspettava di concludere.
La casa maledetta ha un nuovo proprietario.

Cazzo c’entrano gli esperimenti?

– FINE (versione alfa) –

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Ringraziamenti
Questa ‘avventura’ è iniziata per gioco il febbraio scorso. Ringrazio tutti quelli che hanno letto gli atti. Chi ha commentato. Chi si è appassionato e ne ha seguito gli sviluppi. Grazie per aver contribuito ad alimentare la versione Alfa.

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