Morelli Raffaele – Il sesso è amore

26 dicembre 2008

Difficile commentare il testo di uno specialista, sociologo, psicologo, ingegnere che sia. Difficile perché i dubbi possono sembrare stupidi, inutili o peggio, imbarazzanti.
La mente in particolare è tutto e niente. Non è di certo scienza esatta, men che meno è possibile individuale ‘teoremi’ o ‘principi’ applicabili sempre, universali come si dice.
Allora il problema è quasi sempre soggettivo. Tu che leggi cosa ne pensi?
Morelli è diretto, schietto e volutamente semplice nei ragionamenti. Non si complica troppo la vita, mi sembra evidente. E le sue idee in un certo senso fanno pensare dalla prima riga qualcosa come ‘ecco vedi, io lo sapevo, me lo sentivo che’. Si, si. Vero. Il punto forse è proprio questo. Sottile, se proprio vogliamo ‘masturbarci mentalmente’ come scrive lo stesso Morelli (che peraltro invita a non pensare, e lo fa spesso, sempre, riferendosi all’argomento del libro in oggetto ovvero ‘Eros-Amore’, per cui comunque io sono già lontana dal mio ‘Sè’, decisamente sopraffatta dall’ Io). Dicevo, è un punto sottile, forse, ma io l’ho sentita quasi subito, questa impressione. Ovvero: sto leggendo esattamente o quasi quello che vorrei sentirmi dire.
Chi non vorrebbe sentirsi libero di seguire sempre e comunque il proprio desiderio? (non vedo mani virtuali alzate)
Chi non vorrebbe smettere di sentirsi in colpa, uscire dal ‘ruolo’ o dal tal ‘impegno’, fare e basta quello che vuole?
Che il sesso fa bene, al corpo e alla mente, non è una novità. Che farlo fa stare bene e basta, idem.
Ma, per dirla alla ‘Morelli’, esiste questo ‘Io’ in ognuno di noi, un ‘Io’ che magari ci siamo costruiti o che comunque nasce dalle esperienze passate, gli insegnamenti che volenti o nolenti abbiamo ricevuto. Tanto quanto esistono i programmi, i progetti, il ‘guardare avanti’, il pensare a cosa sarà o diventerà. Esistono, forse non sono sempre giusti (specie le illusioni o le aspettative pressanti e violenti che oggi ci imponiamo nell’aspetto, nei gradi dei sentimenti, nelle posizioni sociali, nell’immagine che gli altri percepiscono di noi…). Allora se esistono, giuste o sbagliato, è davvero possibile zittirle, ignorarle, annullarle, in favore della chiamata dell’Eros?
Possibile forse, basta volerlo direbbe qualcuno.
Ma giusto? (e anche qui non sto seguendo le logiche del testo, sto ragionando troppo).
Siamo senza dubbio una società fondata sulla superficie, sui ruoli predefiniti, sulle gabbie luccicanti, sulle apparenze e le percezioni che gli altri hanno di noi e che ci condizionano in ogni scelta. Siamo votati alla bellezza esteriore a tutti i costi, agli oggetti posseduti, ai ritmi frenetici che non fanno pensare, non lasciano spazi ai sentimenti forti (belli e brutti, ovviamenti). Siamo sicuramente poco abituati ad ascoltarci, a stare in silenzio, ad accettare i sentimenti per quello che sono, a lasciarci andare (anche con gli altri). Su tutto questo sono d’accordo.
Sul non-essere per lasciare spazio all’energia, sullo smettere di pensare prima-dopo e durante l’amore/sesso, meno. Decisamente meno. Resto perplessa.

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