Archive for Ottobre 30th, 2007
Notturno bus – Giampiero Rigosi
‘L’aereo vira, portandosi in quota. Francesco inclina la testa per guardare in basso, i fitti agglomerati di tetti e i piccolo riquadri verdi di parchi e giardini, tagliati nelle linee chiare delle strade. Eccola laggiù, la vecchia ragnatela. Francesco ha l’impressione di essere una mosca che per miracolo è riuscita a sfuggire alla trappola.’ (pag.315).
In un certo senso il cuore del romanzo è racchiuso in queste frasi svelte. Quattro giorni raccontati nei più piccoli dettagli, si arriva a pagina trecento chiedendosi quanto tempo è passato. Poco, davvero poco. Novantasei ore suppergiù. Eppure i personaggi si sono rincorsi, alternati, hanno danzato, corso, rincorso, picchiato, mentito, sparato, chiuso gli occhi, macchinato… davvero una gamma di emozioni e costruzioni. Una Bologna che più credibile non potrebbe essere, buia e cunicolosa. Una ragnatela come la descrive per la prima volta Francesco a Leila attraverso una vecchia cartina appesa. Personaggi al limite, tutti senza discriminazioni. Personaggi che vivono in equilibri fin troppo precari e il lettore ha l’impressione che nella pagina successiva ci saranno guai peggiori (e di rado rimane deluso). E’davvero una lunga corsa questo romanzo, dai tratteggi precisi, pieno di dettagli e descrizioni mai lente, sono flash che scorrono, si infilano nella narrazione arricchendola, nulla o quasi è lasciato al caso. Tutto combacia, si storce e deforma fino a tornare integro in una serie di incastri davvero magistrali.
Bologna pulsa in questa narrazione e i personaggi la attraversano scalfendone i contorni ma mai piegandola. Il finale poi merita il viaggio, davvero. Gli attori rimasti si contendono il ‘bottino’ e corrono sempre più forte. Per taluni ci sarà una ’specie’ di finale, per altri meno. Come nella vita dopo tutto. Sconfitti e vincenti in equilibrio su un confine labile che quasi non si vede, che lascia l’amaro in bocca ma anche un sorriso curvo.
Rigosi ha la capacità di delineare scene vive e credibili. Riesce a coinvolgere, trascina il lettore tra i meandri di viali e personaggi, pittoreschi a volte, ma mai scontati o banali. Tutt’altro. Lo sfondo politico è solo una ciliegina sull’enorme torta delle rincorsa, una delle tante anche se forse è quella che muove più pedine, innesca micce e finisce per tremare davanti a un misero foglio stropicciato. Leila è una donna abituata alla strada, alle sue regole implacabili e ai piccoli reati necessari per sopravvivere, usa il suo corpo e non si fa scrupoli ma sopporta anche una vita sregolata, piena di alti e bassi. Francesco ama giocare (e perdere) a carte, guida un autobus preferibilmente nel turno di notte e scappa dai creditori (che finiranno per l’acquisire la faccia del fantomatico e temuto Orso, riscossore di professione e ‘elemento’ chiave svelato solo sul finale). Personaggi fragili, avvezzi ai vizi e alle infrazioni. Eppure.
Non si può non sorridere a vederli insieme mentre ragionano, cambiano, scappano…
Poi il commisario di turno, quelli dei servizi, le puttane, i travestiti, i ragazzi che dipingono gli autobus con le bombolette, lo sport…
Non ho ancora visto il film, sono un pò curiosa di scoprire cosa è stato cambiato e come. Lo stile di Rigosi si avvicina molto alle strutture delle sceneggiature (d’altra parte le sue recenti partecipazioni alle stesure di fiction italiane ne consacrano il talento) e si sente, a mio avviso, l’intento dell’autore di approfondire (lungo la corsa inarrestabile) i sentimenti, la voglia di sopravvivere che hanno i personaggi (ognuno a modo suo), gli egoismi e le paure.
E’un romanzo crudo. Che non si preoccupa di sporcarsi le mani, di mostrare tratteggi che forse gli stessi abitanti di Bologna non amano riconoscere, fingono di non vedere e continuano un’esistenza programmata e il più possibile ordinaria. Ciechi.
E’ un romanzo onesto. D’alta tensione, certo, ma oltre una struttura fin troppo scontata, ci sono anime inquiete, che non sanno se mangeranno il giorno dopo o che cercano un pò di pace. Credo che il temine ‘noir’ sia riduttivo, così come soffermarsi sulla mera sequenza dei fatti.
‘Notturno bus’ scava, racconta degradi e confini. Ma anche profonde bellezze, coraggio e determinazione.
Giampiero Rigosi,
Notturno bus
Einaudi stile libero-noir
isbn : 978-88-06-18550-3